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Scritta nel 1906 e messa in scena per la prima volta nel 1920, la commedia propone la storia di Martino Lori, un vedovo attaccatissimo alla sua unica figlia e alla memoria della moglie, il quale viene a sapere che quest’ultima aveva un amante, il suo superiore al lavoro, il vero padre della ragazza. Rendendosi conto che ogni suo tardivo tentativo di rivalsa sarebbe destinato alla frustrazione, è costretto ad accettare la situazione senza reagire. Guarneri, istrionico personaggio, ne tira fuori gli aspetti più buffi senza mai eccedere troppo rispetto agli spunti di riflessione che ha offerto Pirandello nella sua stesura. Nella vita di ogni individuo, del resto, può verificarsi un fatto rivelatore di una verità che una volta conosciuta può completamente capovolgere tutte le prospettive e sconvolgere la sua esistenza.