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Una prova autentica d’attore che colloca l’attore catanese ai livelli della straordinaria tradizione attoriale dei Musco, dei Pandolfini, dei Ferro.
Del resto, Arpagone non è solo un semplice – sia pur grande -
Guarneri ne fa proprio un personaggio dell’ “oggi”, nonostante la bellissima regia di Antonello Capodici lo lasci collocato in un orizzonte seicentesco (ma siciliano). Un povero vecchio esilarante (esemplare in questo senso l’organizzazione comica del testo, tutta permeata di “nuances” che rimandano alle tecniche e agli sfondi della Commedia dell’Arte ) che scivola – a volte – nell’amara consapevolezza della propria vecchiaia e del proprio fallimento. Una produzione “Al Massimo” di rara efficacia e qualità, nel tentativo – riuscito – di coniugare divertimento, comicità, ma anche riflessione e ottimo teatro.
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